Non solo comfort e intrattenimento: alcune compagnie offrono un’esperienza gastronomica che inizia già in volo
Il cibo servito sugli aerei è spesso oggetto di lamentele e battute. Ma non sempre è così. Secondo USA Today, esistono compagnie che stanno trasformando il volo in un’occasione per scoprire sapori autentici, grazie a chef stellati, ingredienti freschi e persino test in cabine pressurizzate per calibrare i piatti all’altitudine. Una classifica stilata da esperti e lettori ha rivelato chi sa davvero cucinare tra le nuvole.
La classifica delle migliori compagnie aeree per il cibo: tra chef a bordo e ricette della tradizione
Dal decimo al primo posto, il viaggio gastronomico comincia con Hawaiian Airlines, che propone piatti ispirati alla cucina locale delle isole e bevande come Lion Coffee e Ko Hana Rum. Più in alto troviamo Air France, con la firma di importanti chef francesi e la carta dei vini curata dal sommelier Xavier Thuizat, un tratto distintivo soprattutto in Business e First Class. Ancora più su, Delta Air Lines rinnova il menu ogni stagione, collaborando con produttori locali per creare ricette che cambiano con il clima e con le rotte.
Al settimo posto si distingue Singapore Airlines, che ha creato un panel di cinque chef internazionali per ideare i pasti di bordo. I piatti vengono testati in cabine pressurizzate per garantire lo stesso gusto che avrebbero a terra. Una cura maniacale che si riflette nei dettagli. Poco sopra, Etihad Airways offre menu personalizzati secondo la cucina del Paese di arrivo, con roll appena sfornati e dolci freschi in Economy, e una carta più raffinata nelle classi superiori.

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Entrando nella Top 5, spicca Turkish Airlines, che su alcune tratte prevede la presenza di chef a bordo per realizzare i piatti al momento. Segue Cathay Pacific, che porta in volo i sapori di Hong Kong e marchi iconici locali, affiancati da ricette internazionali. Al terzo posto, Korean Air esprime tutta l’identità gastronomica coreana nei suoi menu, con opzioni più elaborate riservate a chi vola in Prestige e First.
Il secondo gradino del podio è occupato da Air New Zealand, che punta su ingredienti locali e cultura Maori, con attenzione ai dettagli, dalla qualità delle materie prime alla selezione di vini. Ma la vera sorpresa è in cima alla lista: JetBlue, compagnia low cost americana, si è guadagnata il primo posto per l’offerta semplice ma curata, con brand famosi come Dunkin’ o Goldfish e snack genuini, soprattutto nei voli intercontinentali. Non sarà haute cuisine, ma evidentemente funziona.
Non solo lusso e biglietti costosi: anche i voli economici possono offrire un buon pasto
La vera novità della classifica stilata da USA Today non è tanto nei nomi che ci si aspettava – Singapore, Air France, Cathay – quanto nella presenza sul podio di compagnie meno blasonate, o considerate “economiche”, ma in grado di garantire un’offerta solida e coerente per quanto riguarda i pasti a bordo. JetBlue, ad esempio, dimostra che una selezione intelligente di snack, brand noti e attenzione alla qualità può battere anche i piatti gourmet serviti in prima classe su voli di 10 ore. Soprattutto quando a scegliere sono i passeggeri, non gli esperti.
I lettori del quotidiano americano, infatti, hanno premiato l’affidabilità e la coerenza dell’offerta, più che la raffinatezza dei menu. Un pasto semplice, ma ben fatto, diventa un punto di forza se è riconoscibile e costante. In un mondo dove l’esperienza di volo è spesso sacrificata a favore dei tagli ai costi, alcune compagnie riescono ancora a trasmettere attenzione al passeggero anche attraverso il cibo. Per molte persone, in fondo, volare è stressante. Sapere che ti aspetta un pasto caldo, preparato con cura, può davvero fare la differenza.
Dall’altra parte, ci sono compagnie che hanno fatto del cibo un elemento di identità, non solo un servizio accessorio. Turkish Airlines porta la cultura culinaria turca ovunque nel mondo, mentre Korean Air usa il cibo come strumento per raccontare la storia e le abitudini alimentari della Corea. Air France difende la gastronomia francese anche a 10.000 metri d’altitudine. In tutti i casi, il messaggio è chiaro: mangiare bene in aereo si può, ma solo se il volo è con la compagnia giusta.
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