Paestum torna al centro del dibattito internazionale sul patrimonio culturale: la XXVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico — la manifestazione più importante in Europa dedicata al connubio tra archeologia e turismo — si è svolta dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, portando nella città dei templi dorici numeri che dicono molto sullo stato di salute di un settore in piena espansione. Centosessanta milioni di arrivi e 535 milioni di presenze in Italia nel solo 2025: la cornice statistica entro cui si muove questa edizione è tutt’altro che di nicchia.
Una fiera che cresce: i numeri della XXVIII edizione a Paestum
Chi pensa alla borsa mediterranea del turismo archeologico come a un convegno accademico per addetti ai lavori sbaglia prospettiva. La BMTA è ormai una macchina organizzativa di tutto rispetto: 150 espositori, 170 incontri e conferenze, 750 relatori distribuiti su quattro giorni intensi. Sono cifre che avvicinano questa fiera campana ai grandi appuntamenti fieristici del settore travel europeo, con la differenza che qui il focus è preciso e verticale: il turismo legato ai siti archeologici, ai musei, alle rotte culturali del Mediterraneo.
La conferenza inaugurale si è tenuta il 29 ottobre 2026 alla Basilica di Paestum — uno dei templi dorici meglio conservati del mondo, che fa da scenografia naturale all’evento — e ha aperto un programma fittissimo che non ha lasciato spazio morto tra una sessione e l’altra. Tre giorni dopo, il 1° novembre, la fiera ha chiuso i battenti con un bilancio che gli organizzatori possono considerare positivo già solo guardando i numeri della partecipazione.
Perché Paestum non è una sede casuale
Scegliere Paestum per ospitare la borsa mediterranea del turismo archeologico non è mai stata una decisione neutra. Il sito UNESCO della Magna Grecia, con i suoi tre templi dorici e il museo nazionale tra i più ricchi di reperti greci in Italia, rappresenta in sé un manifesto vivente di quello che la fiera vuole promuovere: la capacità del patrimonio antico di generare flussi turistici contemporanei.
Il Cilento, l’area in cui Paestum è inserita, è un territorio che lavora da anni per costruire un’identità turistica fondata non sul mare — pur avendo coste di grande qualità — ma sulla stratificazione storica e culturale. Ospitare qui la BMTA rinforza questa narrativa e offre agli espositori la possibilità di toccare con mano un modello di destinazione che prova a fare del turismo culturale il proprio asse portante.
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750 relatori e 170 conferenze: cosa si discute davvero
Un programma con 170 incontri e 750 relatori non si riassume in poche righe, ma è possibile individuare alcune linee di forza che attraversano l’edizione 2026. Secondo le fonti ufficiali della manifestazione, tra i temi centrali figurano l’accessibilità ai siti culturali, le aree interne come nuovi poli di attrazione turistica e il ruolo dell’innovazione tecnologica nella fruizione del patrimonio.
L’accessibilità è un argomento che il settore non può più ignorare: i grandi siti archeologici italiani hanno spesso barriere fisiche e logistiche che li rendono parzialmente inaccessibili a persone con disabilità motorie o sensoriali. Portare questo tema in una fiera di settore significa riconoscere che il turismo culturale deve fare i conti con una domanda sempre più diversificata.
Le aree interne rappresentano invece la scommessa più ambiziosa: decine di siti minori, spesso straordinari sul piano storico e paesaggistico, restano fuori dai circuiti principali per mancanza di infrastrutture, comunicazione e reti di accoglienza. La BMTA da anni prova a costruire ponti tra questi territori e gli operatori del settore, con risultati che variano molto da caso a caso ma che nel tempo stanno producendo qualche risultato concreto.
Il turismo culturale italiano nel 2026: i dati di contesto
I numeri del turismo italiano nel 2025 — 160 milioni di arrivi e 535 milioni di presenze — offrono una cornice che spiega l’interesse crescente per eventi come la borsa mediterranea del turismo archeologico. Il Paese si conferma tra le destinazioni più visitate al mondo, e una quota rilevante di questo flusso è motivata proprio dalla componente culturale e storica.
Il turismo legato ai siti archeologici ha caratteristiche specifiche: tende a distribuirsi meglio nel calendario rispetto al turismo balneare, genera una spesa media per visitatore generalmente più alta, e attrae un pubblico internazionale disposto a spostarsi anche in destinazioni meno centrali rispetto alle grandi città d’arte. Sono tutte ragioni che spiegano perché regioni come la Campania — con un patrimonio che va da Pompei a Ercolano, da Paestum alle catacombe di Napoli — investono su questo comparto con crescente convinzione.
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Cosa porta a casa chi partecipa alla BMTA
Per gli operatori del settore, la fiera è prima di tutto un luogo di incontro tra domanda e offerta. I 150 espositori presenti a Paestum comprendono enti locali, musei, tour operator specializzati, destinazioni internazionali che puntano sul turismo culturale. Per un buyer straniero interessato a costruire pacchetti legati al Mediterraneo antico, la BMTA offre in quattro giorni quello che richiederebbe mesi di contatti individuali.
Per i professionisti del settore, i 170 incontri sono anche un’occasione di aggiornamento su tendenze, ricerche e casi studio. Con 750 relatori provenienti da ambiti diversi — archeologi, economisti del turismo, esperti di comunicazione digitale, amministratori locali — il programma garantisce una pluralità di sguardi che raramente si trova in un unico contesto.
Il sito ufficiale della manifestazione, borsaturismoarcheologico.it, raccoglie l’intero programma dell’edizione 2026 con i dettagli delle singole sessioni.
Una fiera che guarda al futuro del patrimonio
La borsa mediterranea del turismo archeologico compie quest’anno ventotto edizioni e ha attraversato trasformazioni profonde nel modo in cui l’Italia e il Mediterraneo pensano al proprio patrimonio. Quando la BMTA nacque, il turismo culturale era ancora considerato un segmento di nicchia; oggi è uno dei motori più solidi dell’economia turistica italiana, con un peso che nessun piano di sviluppo territoriale può ignorare.
Paestum, con i suoi templi che resistono da ventisei secoli, è forse il luogo più adatto per ragionare su quanto duri davvero ciò che costruiamo — e su come trasformarlo in un’opportunità concreta per le comunità che ci vivono intorno. La XXVIII edizione della BMTA ha portato a Paestum operatori, esperti e istituzioni con l’obiettivo di rispondere a questa domanda con dati, progetti e qualche risposta pratica in più rispetto all’anno precedente.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
La XXVIII edizione della borsa mediterranea turismo archeologico si è svolta a Paestum dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 con 150 espositori e 170 incontri internazionali





