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È il borgo più bello d’Italia: conosciuto in tutto il mondo per le sue meraviglie. Ecco dove si trova

Petralia SopranaÈ il borgo più bello d'Italia: conosciuto in tutto il mondo per le sue meraviglie. Ecco dove si trova - allhotel.it

Sospeso tra i monti siciliani, questo villaggio di pietra è una pagina viva di storia e paesaggio che non si dimentica facilmente

C’è un luogo in Sicilia dove il tempo ha rallentato fino quasi a fermarsi, e non è una metafora. Case incastonate nella roccia, silenzio che non pesa, ma accoglie. Petralia Soprana è uno di quei posti che, quando ci arrivi, ti chiedi perché nessuno ne parli abbastanza. Eppure è stato nominato “Borgo più bello d’Italia”, e chi l’ha visto con i propri occhi sa che è un titolo che non ha nulla di turistico: qui la bellezza non si mostra, si vive, camminando lentamente tra archi, chiese e scorci che si aprono all’improvviso sul vuoto e sulle cime delle Madonie.

Dove la pietra diventa casa e la storia non è finzione: Petralia come non l’hai mai vista

Per arrivarci devi salire, e non poco. I tornanti sembrano non finire mai, ma ogni curva porta più lontano dalla modernità. Quando finalmente compare il profilo del borgo, aggrappato alla montagna a oltre 1100 metri, si capisce subito che questo non è un villaggio come gli altri. Le case non poggiano sulla roccia: sembrano crescere da essa, scolpite e modellate per adattarsi a ogni dislivello, a ogni imperfezione del terreno. Il colore della pietra è lo stesso del suolo, e tutto sembra un corpo solo, vivo.

Petralia Soprana

Dove la pietra diventa casa e la storia non è finzione: Petralia come non l’hai mai vista – allhotel.it

La Piazza del Popolo è il cuore pulsante, ma basta allontanarsi di pochi metri per perdersi tra vicoli stretti dove si incrociano profumi, rintocchi di campane e ombre antiche. Ogni portone sembra avere una storia, ogni gradino ti riporta a un’epoca che ancora respira. E poi ci sono le chiese, tante, piccole e grandi, ognuna con un dettaglio che non ti aspetti. La Chiesa Madre, con i suoi due campanili, è un manifesto di bellezza mista a stratificazioni storiche. Dentro c’è un crocifisso ligneo di Frate Umile, un’opera che ti blocca davanti per diversi minuti, senza accorgertene.

Tutto il borgo è un museo a cielo aperto. Anche senza volerlo, ti ritrovi a guardare in alto, a cercare scorci, a seguire con gli occhi i tetti che scendono verso il nulla. E quando credi di aver visto tutto, compare la Chiesa di Santa Maria di Loreto, con la sua facciata curva e le maioliche che brillano al sole. Davanti, il panorama è semplicemente irreale: nelle giornate limpide, l’Etna si staglia come una montagna sospesa nel cielo, e puoi vedere valli, tetti, perfino un lembo di mare. È uno di quei luoghi dove il silenzio non è vuoto, ma presenza.

La vita vera di un borgo che non si è arreso al turismo: sapori, feste, natura e lentezza

Petralia Soprana non è solo cartolina, è vita vera, e lo capisci entrando in una trattoria. Il profumo che arriva dalla cucina è quello di maccarruna ca sarsa, pasta tirata a mano condita con sugo di carne e finocchietto selvatico. La carne qui non ha bisogno di presentazioni: agnello e castrato cotti alla brace, serviti senza orpelli. E poi minestre di verdure selvatiche, legumi antichi, dolci ripieni di tuma e cioccolato come lo sfoglio delle Madonie, che già dal nome sembra poesia. Mangiare qui non è solo un atto, è parte del viaggio.

Ma il cibo è solo una parte dell’esperienza. Fuori dalle mura, le Madonie si aprono come un libro illustrato. I sentieri partono quasi dal centro del paese e si snodano tra faggi, querce, agrifogli secolari, toccando luoghi come Piano Battaglia o il Santuario della Madonna dell’Alto. Puoi camminare, andare a cavallo, salire in mountain bike o sciare guardando il mare, se arrivi in inverno. E poi ci sono gli animali: grifoni in volo, aquile reali, scoiattoli rossi. È una natura che non si finge selvaggia, lo è per davvero.

Il bello di Petralia è che non si è mai trasformata in una vetrina. Le feste si fanno ancora per la comunità, non per i turisti. La Settimana Santa è una cosa seria, e il Ballo della Cordella, che si tiene a Petralia Sottana ma è sentito ovunque, è una danza antichissima che parla di campi, di raccolti, di legami. E anche se qui arrivano pochi visitatori rispetto ad altri borghi più pubblicizzati, chi ci arriva di solito ci torna. Perché in un mondo che corre, un posto così non si dimentica.

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