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Il borgo nascosto che sembra uscito da un film: acque cristalline e panorami vulcanici da favola

TrevignanoIl borgo nascosto che sembra uscito da un film: acque cristalline e panorami vulcanici da favola - allhotel.it

A meno di un’ora da Roma c’è un borgo sul lago che sembra un dipinto: storia, natura e silenzio.

Sulla riva nord del lago di Bracciano, incastonato nel cratere secondario di un vulcano spento, si apre uno degli angoli più suggestivi del Lazio. È Trevignano Romano, borgo raccolto, elegante e ancora fuori dalle rotte turistiche di massa. Il suo centro storico si arrampica su una rupe di lava chiara e guarda le acque da 173 metri d’altitudine, con una vista che cambia luce ad ogni ora del giorno.

Tra vicoli acciottolati, chiese rinascimentali e resti di fortificazioni medievali, la vita qui segue i ritmi del lago. Un luogo che ha saputo proteggere il proprio equilibrio, tanto da guadagnare sia la Bandiera Blu che quella Arancione del Touring Club Italiano. Perfetto per chi cerca natura e autenticità senza allontanarsi troppo da Roma.

Cosa vedere a Trevignano tra panorami vulcanici, affreschi e rovine antiche

La visita può partire dalla Torre dell’Orologio, un tempo parte della cinta muraria, che oggi segna l’ingresso al borgo. Il meccanismo manuale dell’orologio è ancora funzionante e dalla sommità si apre una prospettiva rara sull’intero centro e sul lago. Pochi minuti a piedi e si raggiunge la Chiesa di Santa Maria Assunta, che conserva al suo interno un affresco firmato da Pellegrino da Modena, allievo di Raffaello: rappresenta la morte e l’incoronazione della Vergine. Le cappelle laterali custodiscono anche un trittico bizantino e statue lignee scolpite con precisione.

Trevignano

Cosa vedere a Trevignano tra panorami vulcanici, affreschi e rovine antiche – allhotel.it

Salendo ancora, attraverso un sentiero immerso nella vegetazione, si arriva ai resti della Rocca dei Vico, poi ampliata dagli Orsini e infine distrutta dai Borgia. Dalle sue torri smozzicate si abbraccia con lo sguardo l’intero specchio lacustre, fino ai Monti Sabatini sullo sfondo. È uno dei punti più panoramici del Lazio interno.

Non manca lo spazio per la storia più antica: il Museo Civico Etrusco Romano ospita oggetti ritrovati nella necropoli dell’Olivetello. Coppe, fibule, corredi tombali, testimonianze etrusche e poi romane. È tutto allestito nel palazzo comunale, a pochi passi dalla Chiesa di Santa Caterina, edificio minore ma affascinante, forse costruito su un tempio pagano.

La passeggiata più rilassante resta quella sul lungolago. Tre chilometri tra barche di pescatori, zone umide e canneti, ristoranti all’aperto e silenzio. In certe ore del pomeriggio, con la luce che si riflette sull’acqua, sembra davvero un paesaggio da dipinto.

Esperienze tra lago e territorio: sport, cibo, sentieri e il ritmo lento del paese

A Trevignano il paesaggio non è solo da guardare: si può anche vivere. I percorsi del Parco Naturale Bracciano-Martignano si snodano tra boschi e fenomeni vulcanici antichi, come la Caldara di Manziana, dove ancora oggi il terreno ribolle. È uno dei pochi punti del Lazio dove si possono vedere geyser di fango attivi.

Gli amanti dell’acqua possono provare canoa, windsurf, sup o vela, approfittando delle acque calme del lago. Ma anche chi vuole solo stendersi al sole troverà spazio: ci sono tratti di spiaggia libera e stabilimenti attrezzati, anche con zone pet-friendly. In estate l’acqua resta pulita e trasparente, come conferma la Bandiera Blu.

La cucina racconta un passato agricolo semplice ma ricco: il piatto simbolo è il Cacio Fiore, formaggio ovino ottenuto con caglio di fiore di carciofo, tipico della zona. Viene spesso servito insieme a pane cotto a legna e verdure locali. Ci sono piccoli agriturismi e trattorie familiari, dove si mangia fuori sotto le pergole.

Tra gli eventi più sentiti c’è il Trevignano Film Fest, che anima il borgo ogni anno con proiezioni, incontri e ospiti. Più tradizionale, ma altrettanto coinvolgente, è la festa patronale di San Bernardino, con processioni, fuochi e giochi in piazza. È in questi momenti che si capisce quanto la comunità sia viva, nonostante le dimensioni contenute.

La storia del paese è anche quella di un isolamento protettivo. Per secoli lontano dalle rotte principali, ha conservato spazi e funzioni senza forzature. Il lago è stato risorsa e confine, protezione naturale da trasformazioni urbanistiche troppo veloci. Questo ha lasciato in eredità un equilibrio raro, dove tutto sembra misurato: le distanze, i suoni, i colori.

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