Tra agrumeti profumati, architettura medievale e panorami sull’Adriatico, questo angolo del Gargano incanta tutto l’anno
Nel cuore del Gargano esiste un paese che sembra sospeso tra due mondi, come se il tempo avesse deciso di scorrere più lentamente. Ischitella, piccolo borgo nel nord della Puglia, vive ancora al ritmo delle stagioni e delle tradizioni agricole. Qui il profumo degli agrumi è ovunque, mescolato all’eco delle campane e al vento che arriva dal mare. Una terrazza naturale affacciata sull’Adriatico e sul Lago di Varano, in uno dei paesaggi più suggestivi del sud Italia, dove la storia non è solo nei libri, ma scolpita nei muri delle case.
Vicoli di pietra, agrumi e silenzi: la forza discreta della terra garganica
Passeggiare tra le vie di Ischitella significa entrare in contatto con un’Italia antica, di quelle che si raccontano da sole. Il nucleo medievale, noto come Terra Vecchia, ha mantenuto intatta la sua struttura originaria, fatta di vicoli stretti, case di pietra e scorci che sembrano fermi nel tempo. C’è un castello, o meglio ciò che ne resta, e ci sono le chiese, come segni vivi di un passato denso di stratificazioni, tra dominazioni e trasformazioni. Ma la storia qui non è solo una questione di muri: si respira nella quotidianità, nei riti, nella lingua, nei gesti degli anziani che presidiano le piazze come orologi.

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L’agricoltura è ancora l’anima del paese. Ulivi e agrumi definiscono il paesaggio e la cultura materiale. Gli agrumeti che circondano il borgo sono più di una risorsa: sono una memoria collettiva, un’identità coltivata. Gli stessi frutti che si raccolgono vengono celebrati nelle feste, portati in processione, cucinati nei dolci tipici. Le stagioni non sono solo meteorologiche, ma sociali. Anche lo spazio è diverso: si parla ancora di orti, aie, stalle. E chi arriva da fuori percepisce subito una cosa: qui la lentezza non è un difetto, è un valore.
Sospesa tra l’Adriatico e il Lago di Varano, una vista che abbraccia il mondo
Lasciandosi alle spalle il centro storico, si entra nel Rione Ponte, nato nel Settecento, con un’impronta urbanistica più ordinata, figlia di una fase di sviluppo e maggiore apertura. Da qui, lo sguardo si allarga, e non è solo una questione estetica. Dalle terrazze si vede tutto: a est l’Adriatico, a ovest il Lago di Varano, una delle riserve naturali più importanti d’Europa. I fenicotteri, le cicogne, i rapaci migratori: chi ama la natura trova qui un ecosistema straordinario, fragile e prezioso. E se il cielo è limpido, all’orizzonte spuntano le Isole Tremiti, e più in là, incredibilmente, la costa della Croazia. Non è leggenda: è geografia.
Il Santuario del Crocifisso e la Chiesa di San Francesco d’Assisi custodiscono opere d’arte, ma anche storie, incontri, memorie familiari. Le celebrazioni religiose riuniscono ancora la comunità, che si ritrova attorno alla fede, ma anche al cibo. Olio, agrumi, pane di casa: qui i prodotti tipici non sono un’etichetta per turisti, ma cose vive, quotidiane, che parlano di fatica, di mani, di terre. E quando si arriva, dopo una curva tra i monti, si capisce subito che Ischitella è uno di quei luoghi che non hanno bisogno di presentarsi, perché raccontano da sé la forza delle cose semplici.
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