Isola di Bergeggi: la perla del Ponente ligure che in pochi conoscono davvero
Ci sono posti che esistono da secoli eppure sembrano sempre un segreto. L’isola di Bergeggi è uno di questi. Bastano pochi chilometri da Savona per trovarsi davanti a uno scoglio di roccia calcarea che emerge dal mare con una presenza silenziosa e quasi magnetica. Eppure, nonostante la vicinanza a una delle città liguri più accessibili, in tanti non sanno nemmeno che esista. Grotte sommerse, fondali protetti, leggende medievali e una riserva naturale istituita decenni fa: questa piccola isola ha molto più da raccontare di quanto sembri a prima vista. Se stai pianificando un’estate in Liguria e vuoi qualcosa che vada oltre il solito stabilimento balneare, questo è il dettaglio che può fare la differenza.
Dove si trova l’isola di Bergeggi e come raggiungerla
L’isola di Bergeggi si trova nel Ponente ligure, a poca distanza dalla costa di Savona. Più precisamente, sorge a circa 250 metri da Punta del Maiolo, il tratto di costa che appartiene al comune di Bergeggi. La distanza è minima: in linea d’aria sembra quasi di poterla toccare con la mano. Eppure, proprio quella striscia di mare che la separa dalla terraferma è ciò che la rende speciale, separata dal caos, protetta, quasi intatta.
Dal punto di vista pratico, Bergeggi è raggiungibile in auto dall’autostrada A10, uscita Spotorno, oppure lungo la via Aurelia. Il paese è piccolo e ben collegato. Da lì, per avvicinarsi all’isola, l’unica via è il mare: si parte in barca, con gommone o kayak, da uno dei punti di imbarco locali. Non esiste un traghetto di linea, né un accesso pedonale diretto. Ed è proprio questo che tiene lontana la folla.
Vale la pena sapere che l’isola fa parte di un’Area Marina Protetta, il che significa che l’accesso non è libero ovunque. Prima di organizzare un’escursione autonoma, è importante verificare le zone di rispetto e le eventuali restrizioni stagionali imposte dall’ente gestore. Muoversi con un operatore locale autorizzato è spesso la scelta più sicura e più ricca dal punto di vista delle informazioni che si ricevono durante il percorso.
La forma dell’isola e le sue caratteristiche geologiche
Molti la chiamano “l’isola a forma di cuore”, e l’immagine romantica ha fatto il giro del web. Ma i dati reali raccontano qualcosa di leggermente diverso: secondo le fonti ufficiali della Pro Loco di Bergeggi, l’isola ha una forma triangolare e si eleva fino a circa 60 metri sul livello del mare. Non è una distinzione banale: la forma triangolare, vista dall’alto, è forse meno romantica ma altrettanto affascinante, quasi come la punta di un iceberg che emerge da un mare straordinariamente blu.
La roccia è calcarea, il che spiega la presenza delle grotte marine che rendono questo luogo unico nel panorama ligure. Il calcare, nel corso dei millenni, si lascia lavorare dall’acqua in modi sorprendenti: cunicoli, cavità, gallerie sommerse. I Romani avevano già capito il valore di questo luogo, tanto da chiamarla antica insula liguriae, l’isola antica della Liguria. Un titolo che porta con sé un peso storico non indifferente.
La vegetazione che ricopre l’isola è costituita prevalentemente da macchia mediterranea, con alcune specie esclusive della Liguria. Un ecosistema fragile e prezioso, che la riserva naturale regionale si occupa di tutelare dal 1985.
La Riserva Naturale Regionale: istituita nel 1985, ancora attualissima
La Regione Liguria ha istituito la Riserva Naturale Regionale di Bergeggi il 27 febbraio 1985. Una data che vale la pena ricordare, perché in quegli anni la sensibilità ambientale era molto meno diffusa di oggi, e proteggere un’area marina e terrestre di queste dimensioni era una scelta coraggiosa e lungimirante.
Oggi quella riserva è anche un’Area Marina Protetta, riconosciuta a livello nazionale e gestita con l’obiettivo di preservare i fondali e la biodiversità del tratto di mare circostante. Per chi vuole approfondire le normative e le caratteristiche dell’area protetta, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica pubblica le informazioni ufficiali sull’Area Marina Protetta di Bergeggi, incluse le zone di tutela e le attività consentite.
La protezione ha dato i suoi frutti. I fondali dell’isola oggi ospitano formazioni di coralligeno e vaste praterie di Posidonia oceanica, l’erba marina che è uno degli indicatori più affidabili della salute di un ecosistema marino mediterraneo. Dove c’è Posidonia, c’è vita: pesci, crostacei, molluschi, e una catena alimentare che funziona come dovrebbe. Non è un dettaglio da poco in un Mediterraneo sempre più sotto pressione.
Le grotte marine: il cuore segreto dell’isola di Bergeggi
Se c’è una cosa che rende l’isola di Bergeggi davvero irripetibile, sono le sue grotte marine. La riserva le definisce di eccezionale importanza sia per ragioni paesaggistiche che paleo-etnologiche. Tradotto: sono belle da vedere, ma raccontano anche una storia lunghissima sull’uomo e sul suo rapporto con questo angolo di Liguria.
Le grotte si trovano sia in superficie che parzialmente sommerse, accessibili in kayak o in apnea nelle condizioni giuste. Alcune sono visitabili solo da chi ha esperienza subacquea e attrezzatura adeguata. Altre si aprono direttamente sul mare con ingressi spettacolari, dove la luce filtra in modi che cambiano a seconda dell’ora del giorno e della stagione.
Dal punto di vista paleo-etnologico, queste cavità hanno restituito nel tempo tracce di frequentazione umana risalente a epoche molto remote. Non si tratta solo di bellezze naturali: sono archivi di pietra che i geologi e gli archeologi continuano a studiare. Per chi visita l’isola, anche solo affacciarsi all’ingresso di una grotta con la barca significa entrare in contatto con qualcosa di antico in modo viscerale, non mediato da un museo o da una teca di vetro.
Come si esplorano le grotte in sicurezza
- Con un’escursione organizzata da operatori locali autorizzati, che conoscono le condizioni del mare e le zone accessibili.
- In kayak, per le grotte con accesso in superficie: è una delle esperienze più suggestive e adatta anche a chi non sa nuotare.
- In immersione subacquea, per i fondali e le cavità sommerse: è richiesta certificazione e, in alcune zone, autorizzazione specifica.
- Mai da soli e mai senza aver verificato le condizioni meteo: il mare del Ponente ligure può cambiare rapidamente.
Immersioni subacquee: perché Bergeggi è un punto di riferimento

L’isola di Bergeggi è da anni una meta apprezzata dai subacquei di tutta Italia e non solo. I motivi sono chiari: fondali ricchi, visibilità spesso eccellente, e la presenza di formazioni coralligene che in altri tratti del Mediterraneo stanno scomparendo. Qui, grazie alla protezione dell’area marina, il coralligeno resiste e si sviluppa, offrendo scenari che ricordano quelli dei documentari naturalistici.
Per chi si avvicina all’immersione per la prima volta, Bergeggi offre anche fondali adatti ai principianti, con profondità moderate e ambienti relativamente protetti. I centri diving della zona propongono corsi, noleggio attrezzatura e uscite guidate, con istruttori che conoscono ogni metro di questi fondali. È importante scegliere sempre strutture che operino nel rispetto delle norme dell’area marina protetta.
Un consiglio pratico: prenotare le uscite subacquee con anticipo durante i mesi estivi, perché i posti si esauriscono rapidamente. L’estate 2026 si annuncia come una stagione ad alta domanda per tutto il turismo ligure, e le attività legate all’isola non fanno eccezione. Chi aspetta troppo rischia di trovare tutto pieno.
La leggenda di Sant’Eugenio: storia, fede e mistero
Un’isola come questa non poteva non avere una leggenda. E quella che circonda l’isola di Bergeggi è tra le più affascinanti del Ponente ligure. Si racconta che Sant’Eugenio, per sfuggire alle invasioni barbariche, trovò rifugio proprio su questo scoglio solitario. L’isola, con la sua distanza dalla costa e la sua natura impervia, era il nascondiglio perfetto.
Dopo la sua morte, il corpo del santo fu portato a Noli, il borgo medievale poco distante, dove Sant’Eugenio è ancora oggi venerato come patrono. Ma la leggenda non finisce qui: si dice che le spoglie del santo siano misteriosamente tornate sull’isola, come se il luogo stesso le richiamasse. Una storia di fede, di mistero e di attaccamento a un luogo che evidentemente non lasciava andare nemmeno i propri morti.
Questa dimensione leggendaria aggiunge un livello di profondità alla visita. Non si tratta solo di ammirare un panorama o di fare un bagno in acque cristalline: si cammina, si rema, si nuota in un posto che ha significato qualcosa per le persone che lo hanno abitato e attraversato nel corso dei secoli. È un dettaglio che molti turisti frettolosi non colgono, ma che chi si ferma a cercare trova immediatamente.
Per approfondire la storia e le caratteristiche dell’isola, la Pro Loco di Bergeggi offre una panoramica dettagliata sul suo sito ufficiale, con informazioni sulla riserva, sulla geologia e sulle tradizioni locali.
Escursioni e costi: cosa aspettarsi nell’estate 2026
Organizzare una visita all’isola di Bergeggi non richiede un budget straordinario, ma richiede un po’ di pianificazione. Le opzioni sono sostanzialmente tre:
- Escursione in barca o gommone: la formula più comune, spesso con sosta per il bagno nelle acque intorno all’isola e avvicinamento alle grotte. I prezzi variano in base alla durata, al numero di partecipanti e all’operatore scelto. In alta stagione, è normale trovare tariffe più elevate rispetto alla primavera o all’autunno.
- Escursione in kayak: più economica e più lenta, permette di avvicinarsi alle grotte in modo silenzioso e di vivere l’esperienza in modo più diretto. Molti operatori locali noleggiano kayak con o senza guida.
- Immersione subacquea guidata: la soluzione più completa per chi vuole esplorare i fondali. Include solitamente attrezzatura e accompagnamento di un istruttore certificato.
È importante contattare direttamente i centri diving e le cooperative nautiche della zona per conoscere disponibilità e tariffe aggiornate. I prezzi cambiano di anno in anno e dipendono anche dalle condizioni meteo e dalla stagionalità. Prenotare con almeno qualche settimana di anticipo è la mossa giusta per evitare sorprese.
Cosa sapere prima di partire: consigli pratici
Il periodo migliore per visitare
La primavera e l’inizio dell’autunno sono spesso i momenti migliori per chi vuole vivere l’isola senza la pressione dell’alta stagione. Il mare è già (o ancora) piacevole, le imbarcazioni sono meno affollate e i prezzi tendono a essere più contenuti. In luglio e agosto la domanda è altissima: si può fare, ma va organizzato per tempo.
Cosa portare
- Crema solare ad alta protezione, fondamentale in un contesto di area marina protetta dove l’impatto ambientale delle creme chimiche è un tema serio.
- Scarpe da scoglio, utili per qualsiasi sosta in acqua.
- Maschera e boccaglio, anche per chi non fa immersioni: la visibilità dei fondali vicino all’isola è spesso eccezionale già in superficie.
- Acqua e cibo a sufficienza: sull’isola non ci sono strutture ricettive o di ristorazione.
Il rispetto delle regole dell’area protetta
Non si può ancorare ovunque, non si possono raccogliere organismi marini, e alcune zone sono completamente interdette alla navigazione. Le regole esistono per un motivo preciso: preservare un ecosistema che ha impiegato secoli a costruirsi. Chi le rispetta contribuisce a mantenere questo posto bello per le generazioni future. Chi non le rispetta rischia sanzioni e contribuisce a un degrado che sarebbe difficile invertire.
L’isola di Bergeggi è uno di quei luoghi che ti rimangono addosso. Non perché sia spettacolare in modo vistoso, ma perché ha una qualità rara: è autentica. Roccia calcarea, macchia mediterranea, grotte che raccontano millenni di storia, fondali che la protezione ha tenuto vivi. In un’epoca in cui il turismo di massa ha trasformato molte destinazioni in parchi a tema di sé stesse, trovare un posto così vicino a Savona e così lontano dal rumore è già di per sé un privilegio. Vale la pena cercarlo, raggiungerlo e, soprattutto, trattarlo con la cura che merita.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








