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La mangiamo tutti in giorni e anche tanta ma fa male al cervello e al cuore, bisogna smettere subito

dolcificante fa maleNon mangiarlo più - Allhotel.it

Nuovi studi internazionali evidenziano i rischi dell’aspartame su funzioni cognitive e salute cardiaca, invitando a un consumo più consapevole e moderato del dolcificante.

L’aspartame rimane al centro di un acceso dibattito scientifico e sanitario, soprattutto alla luce degli ultimi studi e delle valutazioni delle autorità regolatorie internazionali. Questo dolcificante artificiale, presente in numerosi prodotti alimentari a basso contenuto calorico, è stato oggetto di approfondite ricerche che ne hanno indagato gli effetti sul cervello e sul cuore, evidenziando potenziali rischi legati al consumo anche moderato e prolungato nel tempo.

Aspartame: effetti a lungo termine su cervello e cuore

Una recente ricerca condotta da un gruppo di studiosi spagnoli del Centro de Investigación Cooperativa en Biomateriales CIC biomaGUNE e dell’Istituto di Ricerca Biomedica Biogipuzkoa ha esaminato per la prima volta gli effetti a lungo termine dell’aspartame nei topi, somministrando loro dosi non eccessive, simili a quelle consumate dall’uomo. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Biomedicine & Pharmacotherapy, hanno evidenziato che, pur contribuendo alla perdita di peso, l’aspartame interferisce negativamente con il metabolismo cerebrale e compromette la struttura e la funzionalità cardiaca.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 2023, ha classificato l’aspartame come «possibilmente cancerogeno per l’uomo», confermando tuttavia che il consumo entro la dose giornaliera accettabile (DGA) di 40 mg per kg di peso corporeo rimane sicuro. La novità dello studio spagnolo è aver analizzato l’assunzione intermittente e moderata nel tempo, un aspetto finora poco valutato.

dolcificante cancro

Dolcificante è cancerogeno? – Allhotel.it

Dal punto di vista cerebrale, tramite esami di imaging PET, è stato osservato un insolito andamento dell’assorbimento di glucosio, principale fonte energetica per i neuroni. Dopo due mesi di assunzione, i neuroni richiedevano il doppio del glucosio rispetto al gruppo di controllo, ma dopo sei mesi questa tendenza si invertiva, fino a ridursi a metà della normale capacità dopo dieci mesi, segno di stress metabolico e sottoutilizzo energetico.

L’analisi metabolica ha rivelato livelli elevati di lattato nel cervello, indicativo di una condizione di emergenza metabolica che compromette funzioni cognitive come attenzione, memoria e risoluzione dei problemi. Parallelamente, il cuore dei topi esposti presentava una ridotta efficienza nel pompaggio del sangue, con camere cardiache meno piene e minore circolazione di sangue ossigenato agli organi.

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha svolto numerose valutazioni sull’aspartame, confermandone la sicurezza fino alla DGA di 40 mg/kg di peso corporeo al giorno per la popolazione generale, inclusi neonati, bambini e donne in gravidanza. La EFSA ha inoltre avviato nel 2025 una revisione degli edulcoranti, incluso il sale di aspartame-acesulfame (E 962), per integrare nuovi dati tossicologici e di esposizione alimentare.

L’OMS, pur mantenendo in vigore la dose giornaliera accettabile, ha dichiarato nel 2023 la classificazione «possibilmente cancerogeno», suscitando un’attenzione particolare su un consumo prolungato. Tuttavia, le autorità regolatorie internazionali, inclusa la FDA statunitense e il National Cancer Institute, non hanno trovato evidenze convincenti di un legame diretto tra aspartame e cancro negli studi condotti su larga scala.

È importante sottolineare che il consumo di aspartame è sconsigliato per persone con fenilchetonuria, una condizione genetica che impedisce l’eliminazione della fenilalanina, uno dei componenti dell’aspartame..

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