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Bonus da 480 euro in scadenza: presenta subito l’ISEE o lo perdi per sempre

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Con la nuova soglia ISEE e l’aumento dei limiti, la Carta Acquisti torna anche quest’anno: chi presenta la domanda entro il 31 gennaio riceve i primi accrediti già nei primi mesi.

In un quadro economico ancora segnato da difficoltà diffuse, la Carta Acquisti resta uno degli strumenti principali di sostegno alle famiglie italiane. Istituita anni fa e aggiornata periodicamente, consente a chi possiede determinati requisiti di ricevere 480 euro all’anno, suddivisi in accrediti bimestrali da 80 euro, da utilizzare per l’acquisto di generi alimentari, prodotti farmaceutici e per il pagamento delle bollette domestiche. Il beneficio viene ricaricato direttamente dallo Stato, alleggerendo il bilancio familiare di chi si trova in condizioni economiche fragili. Ma c’è un dettaglio tecnico da non trascurare: per ricevere la prima ricarica senza slittamenti, è consigliato presentare l’ISEE entro il 31 gennaio 2026.

Ogni anno, a partire da gennaio, si aggiornano i requisiti ISEE in base all’inflazione. Per questo, l’attestazione rilasciata l’anno precedente non è più sufficiente. Presentare la nuova DSU aggiornata nelle prime settimane dell’anno permette di rientrare nelle prime lavorazioni INPS, riducendo i tempi di attesa per l’erogazione. La scadenza del 31 gennaio non è vincolante, ma rappresenta una data chiave per chi vuole evitare ritardi burocratici. Oltre al vantaggio economico diretto, la Carta consente anche accesso a sconti aggiuntivi nei negozi convenzionati e tariffe agevolate per luce e gas, moltiplicando l’impatto effettivo del beneficio sul bilancio mensile.

Soglie ISEE 2026, fasce d’età e limiti di reddito aggiornati dall’INPS

Dal 1° gennaio 2026 sono in vigore le nuove soglie ISEE adeguate al tasso d’inflazione rilevato dall’ISTAT, che determinano l’accesso alla Carta Acquisti. Per l’anno in corso, il valore dell’indicatore economico è stato fissato a 8.230,81 euro. Questo limite riguarda sia le famiglie con minori di tre anni, sia quelle composte da adulti, senza distinzioni aggiuntive.

Le condizioni variano però in base all’età del richiedente. Chi ha tra i 65 e i 69 anni deve rientrare nella soglia ISEE appena citata e non superare un reddito personale di 8.230,81 euro lordi all’anno. Per chi ha già compiuto 70 anni, il requisito ISEE rimane identico, ma il limite di reddito complessivo sale a 10.974,42 euro. Una modifica pensata per offrire maggiore respiro economico agli anziani più esposti, già alle prese con spese sanitarie o bollette elevate. L’adeguamento annuale ha permesso un leggero aumento rispetto al 2025, quando il tetto massimo dell’ISEE era fermo a 8.052,75 euro.

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Soglie ISEE 2026, fasce d’età e limiti di reddito aggiornati dall’INPS – allhotel.it

L’accesso alla Carta non prevede limiti territoriali, né graduatorie, ma si basa sull’ordine cronologico delle domande e sulla validità dell’ISEE allegato. È fondamentale che la documentazione sia aggiornata: un ISEE dell’anno precedente o un modulo incompleto blocca l’erogazione automatica, obbligando il cittadino a ripresentare tutto da capo. Questo meccanismo rallenta l’intero iter e può far slittare i primi pagamenti anche di diversi mesi.

In termini pratici, chi rispetta la soglia e presenta la DSU entro il 31 gennaio ha alte probabilità di ricevere gli 80 euro già entro il primo bimestre. Chi invece aspetta febbraio o marzo dovrà attendere l’elaborazione delle successive tornate INPS. Il diritto al beneficio resta, ma i tempi si allungano sensibilmente. E in molti casi, chi è in difficoltà non può permettersi di aspettare.

Dove trovare i moduli e come consegnare la domanda per ottenere i primi accrediti

La richiesta della Carta Acquisti parte da un modulo disponibile in formato cartaceo negli uffici postali oppure scaricabile dai siti ufficiali di INPS e Ministero dell’Economia e delle Finanze. La compilazione non presenta difficoltà particolari, ma richiede l’allegato di un ISEE valido per il 2026. Questo documento si ottiene tramite CAF, Comune o sportelli INPS, presentando la DSU aggiornata. Per evitare che la pratica venga respinta, è consigliato accertarsi che tutte le informazioni siano corrette e complete.

Una volta raccolta la documentazione, la domanda può essere consegnata agli sportelli postali o, dove previsto, inviata per via telematica secondo le modalità regionali. Alcune Regioni o Comuni offrono sportelli assistiti per la compilazione, mentre nei piccoli centri spesso è sufficiente recarsi con i documenti direttamente alla posta. L’importante è non attendere l’ultimo giorno. Ogni anno, a ridosso della fine di gennaio, si concentrano centinaia di richieste, causando code, attese e rallentamenti nel sistema di protocollo.

In molti casi, le famiglie che riescono a presentare la domanda entro metà gennaio ricevono la ricarica tra febbraio e marzo, mentre chi inoltra la pratica tra aprile e maggio può dover aspettare anche l’estate. La tempistica, pur non vincolando il diritto al beneficio, influisce concretamente sul momento in cui i fondi vengono resi disponibili.

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