Nel cuore del New Mexico, la piccola cittadina di Taos continua a essere teatro di uno dei più enigmatici fenomeni acustici contemporanei.
Questo fenomeno, che affascina e inquieta da decenni, è ancora oggi oggetto di studi scientifici e dibattiti, senza che sia stata trovata una spiegazione definitiva.
Il brusio di Taos si manifesta come un ronzio costante, simile al suono di un motore diesel al minimo, percepibile soprattutto nelle ore serali, quando il silenzio della città è più intenso. Studi recenti hanno confermato che questo suono si colloca in una gamma di frequenze molto basse, tra i 32 e gli 80 Hz, ai limiti della percezione uditiva umana. Curiosamente, solo circa il 2% degli abitanti di Taos, definiti dagli studiosi come “hearers”, è in grado di percepirlo costantemente. Questa minoranza riferisce che il ronzio è particolarmente fastidioso e difficilmente ignorabile, provocando disturbi come insonnia, irritabilità e stress.
Un dato sorprendente emerso dalle indagini è che il ronzio sembra intensificarsi all’interno delle abitazioni, soprattutto in presenza di serramenti isolanti e doppi vetri, mentre all’esterno risulta meno percepibile. Inoltre, gli “hearers” continuano a percepire suoni campione anche dopo lo spegnimento delle macchine che li producono, suggerendo che il fenomeno possa avere anche una componente soggettiva o neurologica.
Ipotesi scientifiche e possibili cause
Nonostante numerose ricerche, tra cui quella commissionata dal Congresso americano e condotta dall’Università del New Mexico sotto la guida di Joe Mullins nel 1993, non è stata ancora individuata una causa precisa per il brusio di Taos. Le analisi acustiche, geofisiche, magnetiche ed elettromagnetiche non hanno rilevato fonti naturali o artificiali in grado di spiegare l’origine del suono.
Tra le ipotesi più accreditate figurano la presenza di infrasuoni, vibrazioni a bassissima frequenza che si propagano in modo anomalo a causa della conformazione geografica locale. Altri studiosi suggeriscono una possibile ipersensibilità uditiva in alcune persone, forse legata a un meccanismo neurologico che amplifica suoni normalmente impercettibili. Secondo David Baguley, esperto di audiologia presso l’Addenbrooke’s Hospital di Cambridge, questa ipersensibilità potrebbe essere spiegata da un “controllo interno del volume” che alcune persone attivano inconsciamente in condizioni di stress o ansia, aumentando la percezione di rumori di fondo innocui.
Un ulteriore elemento da considerare è la possibile presenza di acufeni, disturbi dell’orecchio che generano la percezione di suoni come ronzii o fischi senza una fonte esterna reale. Nel caso di Taos, la sensazione che il ronzio si manifesti maggiormente all’interno delle abitazioni potrebbe supportare questa ipotesi.

Impatti sociali e analogie con altri fenomeni globali(www.allhotel.it)
Il ronzio di Taos non è un caso isolato. Fenomeni simili sono stati segnalati in diverse parti del mondo, tra cui il Bristol Hum in Inghilterra, il Kokomo Hum negli Stati Uniti e altri in località come Windsor in Canada, Bondi in Australia e Auckland in Nuova Zelanda. Nel caso di Kokomo, ad esempio, dopo lunghe indagini, si è risaliti a una fonte identificabile: il rumore delle ventole di raffreddamento di alcune fabbriche locali. Quando queste vennero spente, il ronzio cessò, anche se alcuni effetti psicologici persistevano tra la popolazione.
In generale, il fenomeno ha suscitato non solo interesse scientifico ma anche una vasta eco culturale. La cittadina di Taos è diventata famosa per questo mistero, alimentando dibattiti, leggende metropolitane e comunità online di “hearers” che condividono esperienze e cercano spiegazioni.
Alcune teorie più fantasiose, come quelle che collegano il ronzio a presunti esperimenti governativi segreti o a fenomeni paranormali, non hanno trovato alcun riscontro scientifico. Tuttavia, rimangono parte della narrazione popolare e contribuiscono a mantenere viva la curiosità attorno a questo enigma.
Il ruolo della suggestione e delle condizioni psicologiche
Oltre all’eventuale origine fisica del suono, un ruolo centrale nel fenomeno del brusio di Taos sembra essere giocato dalla componente psicologica. Come evidenziato da Bennett Brooks, responsabile del Comitato tecnico sul rumore dell’American Acoustical Society, spesso la percezione del ronzio può essere amplificata dalla suggestione e dall’attenzione focalizzata sul rumore stesso.
Questo meccanismo viene spesso descritto come un circolo vizioso: “più ci si concentra su un rumore, più si prova ansia e disagio, aumentando la sensibilità uditiva e quindi la percezione del suono stesso”. La situazione può essere paragonata all’esperienza di chi, in attesa di una telefonata importante, percepisce il minimo suono come estremamente intenso.
Il mistero del ronzio: caratteristiche e percezione(www.allhotel.it)






