News

L’INPS lo ha ufficializzato: revocherà la pensione a chi non presenta questo documento

Il mancato invio di questo importante documento comporterà la revoca del diritto alla prestazione pensionisticaRicostituzione della pensione: chi deve presentarla e perché (www.allhotel.it)

L’INPS ha confermato nuove disposizioni riguardanti l’obbligo per i pensionati di presentare la ricostituzione della pensione.

Il mancato invio di questo importante documento comporterà la revoca del diritto alla prestazione pensionistica. Questa misura si inserisce in un quadro di controlli più rigorosi per assicurare la corretta erogazione delle pensioni, soprattutto in relazione alla verifica dei redditi del nucleo familiare.

Ogni anno, entro il 15 settembre, i pensionati che percepiscono prestazioni pensionistiche dall’INPS devono presentare la ricostituzione della pensione. Questo documento è essenziale per determinare correttamente l’importo della pensione, aggiornandolo in base al riconoscimento dei contributi versati e ai redditi dichiarati. La ricostituzione è richiesta soprattutto in caso di sospensione parziale o totale della pensione, prevista dall’articolo 35 del DL 207/2008, quando non vengono comunicati i redditi del nucleo familiare nei termini stabiliti dalla legge.

Non tutti i pensionati sono obbligati a tale adempimento. Sono tenuti alla presentazione della ricostituzione principalmente:
– i beneficiari di pensioni integrate al minimo collegate ai redditi, che devono consegnare il modello RED all’INPS;
– i percettori di prestazioni pensionistiche derivanti da invalidità;
– coloro che ricevono l’assegno sociale, la pensione sociale o l’assegno sociale sostitutivo.

Per chi ha subito la sospensione, la presentazione della domanda di ricostituzione può essere effettuata entro 60 giorni dalla scadenza, ma la scadenza ultima per regolarizzare la posizione è fissata al 15 settembre di ogni anno. Superata questa data scatterà la revoca definitiva dell’erogazione pensionistica.

Documentazione necessaria per la ricostituzione

La domanda di ricostituzione deve essere corredata da una documentazione accurata e completa. Tra i documenti richiesti:
– documento di riconoscimento valido;
– codice fiscale del coniuge e degli eventuali familiari a carico;
– autocertificazione dello stato civile e dello stato di famiglia;
– certificato di pensione per cui si richiede il ricalcolo;
– ultima dichiarazione dei redditi disponibile;
– per i pensionati extracomunitari, il titolo di soggiorno in corso di validità.

L’INPS, una volta esaminata la documentazione e risolta la situazione, ripristina la prestazione pensionistica a partire dal mese successivo alla regolarizzazione.

Pace contributiva: novità per il riscatto dei periodi non coperti
-allhotel.it

Parallelamente alla questione della ricostituzione, si segnala l’importante aggiornamento relativo alla pace contributiva, una misura introdotta dalla legge di bilancio 2024 e operativa fino al 31 dicembre 2025. Questa disposizione permette ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e alle gestioni speciali di riscattare fino a cinque anni di periodi non coperti da contribuzione obbligatoria, purché collocati tra due periodi di lavoro e compresi tra il 1° gennaio 1996 e il 31 dicembre 2023.

Il riscatto di tali periodi è particolarmente utile per incrementare gli anni di contribuzione e quindi migliorare la posizione pensionistica. Va evidenziato che:
– il riscatto non può riguardare periodi in cui vi è obbligo contributivo, nemmeno se prescritto;
– i periodi riscattati sono considerati ai fini del diritto e del calcolo della pensione;
– la domanda deve essere presentata entro il 31 dicembre 2025, esclusivamente online tramite il portale INPS, contact center, patronati o, nel caso di lavoratori privati, anche dal datore di lavoro;
– il costo del riscatto è calcolato con il metodo contributivo applicando le aliquote IVS vigenti e può essere pagato in un’unica soluzione o dilazionato fino a 120 rate mensili senza interessi.

Questa misura, che non prevede più detrazioni fiscali del 50% come negli anni precedenti, consente comunque la deducibilità dell’onere versato dal reddito complessivo.

Scadenze e canali di presentazione delle domande

Per entrambe le procedure, la ricostituzione della pensione e la pace contributiva, è fondamentale rispettare le scadenze fissate dall’INPS. La ricostituzione deve essere presentata entro il 15 settembre di ogni anno per evitare la revoca della pensione, mentre la domanda per la pace contributiva può essere inoltrata fino al 31 dicembre 2025.

Le richieste devono essere trasmesse tramite i canali telematici messi a disposizione dall’INPS:
– il portale web ufficiale, attraverso l’area riservata “MyINPS”;
– il contact center multicanale, raggiungibile sia da telefono fisso che mobile;
– i patronati e gli intermediari abilitati che offrono assistenza per la compilazione e l’invio delle domande.

L’INPS, nel corso del 2025, ha potenziato i servizi digitali, fornendo anche video guide e assistenza personalizzata per agevolare i pensionati nella presentazione della documentazione richiesta.

Restare aggiornati e rispettare le scadenze è dunque imprescindibile per garantire la continuità delle prestazioni pensionistiche e sfruttare tutte le opportunità di adeguamento contributivo offerte dalla normativa vigente.

Change privacy settings
×