C’è un cambiamento reale in corso nei desk dei tour operator italiani: le destinazioni asiatiche emergenti stanno scalzando le solite rotte consolidate, e non si tratta di una moda passeggera. Sempre più viaggiatori italiani cercano qualcosa che vada oltre il trittico Bali-Kyoto-Tokyo, e il settore del turismo organizzato sta rispondendo con proposte più articolate, itinerari meno battuti e una nuova attenzione verso mercati come il Giappone profondo e lo Sri Lanka. Due mete, in particolare, stanno concentrando l’interesse del trade: Kanazawa, sulla costa occidentale del Giappone, e lo Sri Lanka, che nel 2026 ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali come destinazione turistica di riferimento in Asia.
Kanazawa: perché il trade italiano guarda alla “piccola Kyoto”
Kanazawa non è mai stata una destinazione di massa per gli italiani. Eppure, negli ultimi mesi, il nome di questa città affacciata sul mar del Giappone è comparso con frequenza crescente nelle comunicazioni di ASTOI – Confindustria Viaggi e nelle iniziative di promozione turistica giapponese rivolte al mercato italiano. Il messaggio è chiaro: c’è una città che offre lo stesso fascino storico di Kyoto, con meno folla e costi più accessibili.
Kanazawa è spesso definita piccola Kyoto — un paragone che regge se si guarda alla densità di patrimonio culturale concentrato in uno spazio relativamente compatto. Quartieri storici ben conservati, architettura tradizionale, un mercato del pesce fresco tra i più apprezzati del Giappone: la città ha una sua identità forte, che non dipende dalla notorietà di Tokyo o dalla saturazione turistica di Kyoto. Proprio questo è il punto di forza che il turismo giapponese sta cercando di comunicare agli operatori italiani.
La promozione verso l’Italia non è casuale. Il mercato italiano è considerato in crescita, con viaggiatori che tendono a prepararsi con cura, a restare più a lungo e a spendere in esperienze culturali piuttosto che in souvenir. Kanazawa risponde bene a questo profilo: chi arriva qui non cerca l’attrazione da spuntare in lista, ma un ritmo diverso, più lento, più autentico.
Cosa rende Kanazawa diversa dalle altre città giapponesi
Rispetto a Kyoto — che resta una tappa imprescindibile ma ormai sovraffollata in quasi tutte le stagioni — Kanazawa offre un’esperienza meno mediata dal turismo di massa. I quartieri storici di Higashi Chaya e Nishi Chaya, con le loro case da tè tradizionali, sono visitabili senza code né prenotazioni obbligatorie. Il mercato coperto di Omicho è uno dei più vivaci del Giappone, con banchi di pesce freschissimo proveniente dal mar del Giappone che rifornisce i ristoranti locali.
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Il collegamento con il resto del Giappone è diventato molto più semplice dopo l’apertura del prolungamento della linea Shinkansen verso Kanazawa, che ha avvicinato la città alle grandi metropoli. Per chi costruisce un itinerario che includa Tokyo, questo rende Kanazawa una tappa intermedia logica e conveniente, senza deviazioni eccessive.
Dal punto di vista degli operatori, Kanazawa si presta bene a itinerari combinati: può essere inserita in un classico tour del Giappone come alternativa o complemento a Kyoto, oppure diventare il fulcro di un viaggio più lento dedicato alla cultura e alla gastronomia. Il prezzo medio dei servizi ricettivi è generalmente più contenuto rispetto a Kyoto e Tokyo, il che la rende appetibile anche per chi ha un budget non illimitato.
Lo Sri Lanka, tra riconoscimenti internazionali e attenzione crescente
Dall’altra parte del continente asiatico, lo Sri Lanka sta attraversando una fase di rilancio turistico significativa. Nel 2026, l’isola è stata riconosciuta tra le cinque migliori destinazioni turistiche in Asia — un segnale che il settore ha registrato con attenzione, soprattutto dopo anni di difficoltà legate a fattori economici e politici interni che avevano frenato i flussi internazionali.
Per il mercato italiano, lo Sri Lanka rappresenta una delle destinazioni asiatiche emergenti con il maggiore potenziale di crescita nel breve periodo. La combinazione di elementi che offre è difficile da trovare altrove: coste tropicali, parchi naturali con fauna selvatica, siti storici e religiosi di grande rilevanza, una cucina ricca e una tradizione di ospitalità radicata. Tutto questo a distanze e costi che restano competitivi rispetto ad altre mete asiatiche più consolidate.
Il Sri Lanka Tourism Promotion Bureau ha intensificato la sua presenza sul mercato italiano, con iniziative rivolte specificamente agli agenti di viaggio e ai tour operator. Questo tipo di investimento diretto nel trade è un indicatore importante: significa che la destinazione vuole costruire una rete distributiva solida in Italia, non limitarsi a campagne di immagine generiche.
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Il momento giusto per prenotare — e perché conta la stagionalità
Per chi sta valutando queste mete, la stagionalità è un fattore da non sottovalutare. Lo Sri Lanka ha due stagioni dei monsoni distinte che interessano le coste occidentali e orientali in periodi diversi: questo significa che è possibile pianificare un viaggio in quasi qualsiasi momento dell’anno, scegliendo la zona dell’isola in base al periodo. La costa occidentale è generalmente più favorevole tra dicembre e marzo, mentre la costa orientale offre le condizioni migliori tra maggio e settembre.
Per il Giappone e Kanazawa, i periodi di punta restano la primavera — con la fioritura dei ciliegi — e l’autunno, quando i colori del fogliame trasformano parchi e templi. Ma proprio in questi momenti Kyoto diventa quasi inaccessibile per la pressione turistica. Kanazawa, in quegli stessi periodi, offre scenari altrettanto fotogenici con una densità di visitatori molto più gestibile. Chi prenota con anticipo — almeno tre o quattro mesi prima per i periodi di punta — trova ancora disponibilità a prezzi ragionevoli.
Perché le destinazioni asiatiche emergenti cambiano il modo di fare turismo
Il fenomeno che riguarda Kanazawa e lo Sri Lanka non è isolato. Le destinazioni asiatiche emergenti stanno ridisegnando le logiche del turismo organizzato italiano perché rispondono a una domanda che è cambiata strutturalmente. Il viaggiatore italiano di oggi — almeno quello che si rivolge al turismo organizzato di qualità — cerca autenticità, non replicabilità. Vuole tornare con un’esperienza che non sia identica a quella di tutti gli altri.
Questo spinge gli operatori a diversificare il catalogo, a formare i propri agenti su destinazioni meno note e a costruire rapporti diretti con i bureau turistici locali. È esattamente quello che sta succedendo con Kanazawa e con lo Sri Lanka: due destinazioni che fino a qualche anno fa erano considerate di nicchia e che oggi entrano a pieno titolo nelle proposte mainstream del trade italiano.
La sfida, ora, è non ripetere gli errori delle destinazioni che le hanno precedute: gestire la crescita senza distruggere ciò che le rende interessanti. Kanazawa ha ancora il vantaggio della relativa quiete. Lo Sri Lanka ha la dimensione e la varietà per assorbire flussi crescenti senza che una singola area venga sopraffatta. Se il trade italiano saprà costruire itinerari responsabili e distribuiti nel territorio, queste due mete hanno tutti gli elementi per diventare protagoniste del prossimo ciclo del turismo asiatico — non una moda, ma una scelta consapevole.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








