Destinazioni

Saline di Sicilia candidate Unesco MaB: il riconoscimento che trasforma il turismo locale

Saline di Sicilia candidate Unesco MaB: il riconoscimento che trasforma il turismo locale

Tra i più antichi paesaggi produttivi del Mediterraneo, le saline che si estendono per circa 30 chilometri lungo la costa occidentale della Sicilia hanno compiuto a settembre 2026 un passo concreto verso un riconoscimento internazionale senza precedenti: il dossier di candidatura al programma UNESCO Man and the Biosphere (MaB) è stato inviato a Parigi per la fase internazionale di valutazione. Se la designazione arriverà, le saline di Sicilia diventeranno le prime saline al mondo riconosciute come Riserva della Biosfera UNESCO nell’ambito del programma MaB — un primato che ridisegnerebbe la mappa del turismo esperienziale nel Mediterraneo occidentale.

Un dossier firmato a Palermo, poi spedito a Parigi

La sequenza di eventi è stata rapida e precisa. Il 10 settembre 2026 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dato il via libera formale alla candidatura, aprendo la strada alla fase istituzionale. Il 23 settembre 2026, a Palermo, l’assessora regionale Giusi Savarino ha firmato il documento ufficiale di candidatura insieme al commissario della Camera di Commercio di Trapani. Due giorni dopo, il 25 settembre 2026, il dossier completo — con tutti i passaggi richiesti conclusi — è stato trasmesso alla sede UNESCO di Parigi per avviare la valutazione internazionale.

Non si tratta di una candidatura simbolica. Dietro al documento c’è un sistema istituzionale ampio: la candidatura è stata promossa dalla Camera di Commercio di Trapani ed è sostenuta dalla Regione Siciliana, dal libero consorzio comunale, dai Comuni di Trapani, Marsala, Misiliscemi e Paceco, e dal WWF. Un’alleanza che raramente si costruisce con questa coerenza, e che segnala quanto il territorio abbia scelto di investire su questa opportunità in modo coordinato.

Cosa sono le Riserve della Biosfera e perché il programma MaB è diverso da un sito Patrimonio Mondiale

È un punto che crea spesso confusione. Il programma Man and the Biosphere non è lo stesso meccanismo che porta all’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Le Riserve della Biosfera MaB sono aree in cui la presenza umana è parte integrante del sistema: non si tutela un sito nonostante chi ci vive, ma grazie a chi ci vive, lavora e produce. L’obiettivo è dimostrare che sviluppo economico, conservazione della natura e ricerca scientifica possono coesistere in modo sostenibile.

👉 Leggi anche: San Marco d'Alunzio, il borgo del marmo rosso: 22 chiese e templi greci in Sicilia con Bandiera Arancione

Per le saline siciliane questo significa riconoscere che la produzione del sale — una pratica che in quest’area risale a secoli fa — non è un ostacolo alla tutela ambientale, ma ne è parte costitutiva. Le zone più sensibili dell’area candidata rientrano già in riserve naturali esistenti, mentre le aree di transizione sono pensate come spazi condivisi tra cittadini, imprese, università ed enti, dove sviluppare progetti comuni. È una visione del territorio radicalmente diversa dalla logica del “museo all’aperto”.

Il territorio coinvolto: 30 chilometri di costa tra saline e zone umide

L’area proposta per la designazione si estende per circa 30 chilometri lungo la costa occidentale della Sicilia, comprendendo le storiche saline e le zone umide attorno a Trapani, Marsala, Misiliscemi e Paceco. È un paesaggio che chi lo ha visto riconosce immediatamente: vasche d’acqua che cambiano colore con la luce, mulini a vento che servivano a pompare l’acqua tra le vasche, cumuli di sale bianco ricoperti di coppi di terracotta. Un paesaggio costruito dall’uomo nel corso di secoli, che ha anche un valore ecologico straordinario per l’avifauna migratoria — fenicotteri rosa inclusi — che utilizza queste zone umide come sosta e habitat.

La candidatura punta esplicitamente a proteggere questo ecosistema unico, ma anche a creare opportunità concrete per turismo sostenibile, economia locale, ricerca scientifica, cultura e promozione internazionale. Non un vincolo, dunque, ma una piattaforma per costruire nuovi modelli di sviluppo radicati nel territorio.

Saline di Sicilia candidate Unesco MaB: il riconoscimento che trasforma il turismo locale (2)
Immagine generata con AI

Le saline di Sicilia e il turismo: il potenziale di un riconoscimento UNESCO MaB

Il turismo esperienziale è oggi uno dei segmenti in maggiore crescita a livello globale, e le saline di Sicilia come Riserva della Biosfera UNESCO avrebbero tutti gli elementi per intercettarlo con efficacia. Il riconoscimento MaB non è solo un titolo: porta con sé visibilità internazionale, accesso a reti di ricerca e cooperazione, e la possibilità di posizionare il territorio in circuiti turistici di alto profilo che cercano autenticità, paesaggio e connessione con le comunità locali.

👉 Leggi anche: Sicilia, Castelbuono e la manna: il borgo medievale delle Madonie che conquista i turisti

Per i Comuni di Trapani, Marsala, Misiliscemi e Paceco, questo potrebbe tradursi in un rafforzamento dell’identità turistica dell’area occidentale della Sicilia — una zona che già attira visitatori per il mare, le isole Egadi, il vino Marsala e la cucina, ma che con una designazione UNESCO MaB acquisterebbe un ulteriore livello di riconoscibilità internazionale. Il modello delle Riserve della Biosfera incoraggia anche lo sviluppo di filiere locali certificate, dal sale artigianale ai prodotti tipici, che possono diventare veicoli di promozione territoriale e fonte di reddito per le comunità residenti.

Il fatto che le saline di Sicilia potrebbero diventare le prime saline al mondo a ottenere questo riconoscimento è un elemento narrativo potente, capace di generare attenzione mediatica internazionale ben oltre i confini italiani. Per le agenzie di viaggio, i tour operator specializzati e i media di settore, “le prime saline MaB UNESCO al mondo” è una storia che si racconta da sola.

Cosa succede adesso: il dossier è a Parigi

Con l’invio del dossier a Parigi, la candidatura è entrata nella fase internazionale di valutazione. I tempi di decisione del programma MaB non sono immediati: la valutazione richiede passaggi tecnici e scientifici che si svolgono a livello UNESCO. Non esistono, allo stato attuale, date ufficiali confermate per la decisione finale, e sarebbe scorretto indicarne.

Quello che è certo è che il lavoro istituzionale — dalla promozione della Camera di Commercio di Trapani al supporto della Regione Siciliana, dal coinvolgimento dei Comuni al contributo del WWF — ha portato il dossier fino all’unico punto in cui poteva arrivare con le forze locali: sulla scrivania degli esperti UNESCO a Parigi. Il resto dipende da una valutazione che è, per definizione, internazionale e indipendente. Per chi vuole seguire l’evoluzione della candidatura, il punto di riferimento istituzionale è il programma MaB Italia.

Nel frattempo, le saline continuano a produrre sale come fanno da secoli, i fenicotteri continuano a sorvolare le vasche al tramonto, e i mulini a vento — quelli rimasti — continuano a essere tra i simboli più fotografati della Sicilia occidentale. Che il riconoscimento arrivi o meno, il valore di questo paesaggio non è in discussione. Ma una designazione UNESCO MaB cambierebbe in modo sostanziale le possibilità di valorizzarlo, proteggerlo e raccontarlo al mondo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×