C’è un dilemma che conosce bene chiunque abbia organizzato un lungo viaggio on the road: la libertà di guidare da soli, fermarsi quando si vuole, scegliere la strada secondaria invece dell’autostrada. E poi, dall’altra parte, la paura di trovarsi in difficoltà a tremila chilometri da casa, senza connessione, senza riferimenti, senza nessuno che sappia dove sei. Latitud Patagonia, tour operator del gruppo Quality Group, ha deciso di affrontare questo conflitto con un format del tutto nuovo: Follow Me, pensato per chi vuole fare self drive in Patagonia senza rinunciare alla sicurezza.
Cosa cambia rispetto a un classico tour organizzato
Il self drive tradizionale mette il viaggiatore completamente solo davanti alla mappa. Il tour organizzato, al contrario, lo svuota di ogni decisione. Follow Me prova a stare nel mezzo — e non in modo vago, ma con una struttura precisa. Il cuore del format è la figura del Navigator: un coordinatore locale esperto che accompagna il gruppo lungo tutto il percorso, operativo in Patagonia e nell’Argentina del Nord.
Ogni sera il Navigator tiene un briefing in cui illustra il tracciato del giorno successivo: le tappe principali, i punti di sosta consigliati, le varianti meno conosciute che non compaiono sulle guide standard. Da lì in poi, ogni viaggiatore sceglie come muoversi. Si può seguire l’auto del Navigator, oppure partire in autonomia e ricongiungersi al gruppo quando si desidera. Non c’è un’unica velocità imposta, non c’è una colonna di macchine che avanza compatta.
Due modi per partecipare: Crew e Roadmate
Una delle scelte più concrete che Follow Me offre riguarda proprio il mezzo di trasporto. Chi vuole portare la propria auto e formare il proprio equipaggio può scegliere la formula Crew. Chi invece preferisce non guidare — o non ha un compagno di viaggio — può optare per Roadmate: tre posti disponibili direttamente nell’auto del Navigator, per chi vuole vivere l’esperienza on the road senza mettersi al volante.
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Questa distinzione è più rilevante di quanto sembri. Significa che Follow Me non è pensato solo per coppie o famiglie con un’auto propria, ma anche per chi viaggia da solo e vuole comunque fare self drive in Patagonia senza sentirsi tagliato fuori dalla dinamica di gruppo. I tre posti Roadmate funzionano come un punto di accesso alternativo allo stesso viaggio.
La tecnologia che tiene tutto insieme
Uno dei problemi concreti del self drive in aree remote — e la Patagonia è tra le destinazioni più impegnative al mondo da questo punto di vista — è la comunicazione. Segnale assente, strade sterrate che si moltiplicano, distanze enormi tra un centro abitato e l’altro. Follow Me risponde con strumenti di tecnologia satellitare messi a disposizione di tutti i partecipanti, per mantenere un canale di comunicazione costante anche dove la rete mobile non arriva.
A questo si aggiunge la garanzia di assistenza 24 ore su 24, sette giorni su sette, sia per i viaggiatori sia per il team locale. Non è un dettaglio marginale: in un territorio come quello patagonico, dove le condizioni meteorologiche possono cambiare in poche ore e i servizi sono spesso distanti, sapere che c’è qualcuno raggiungibile in qualsiasi momento cambia la percezione dell’intero viaggio.

Perché il self drive in Patagonia è diverso dagli altri
Guidare in Patagonia non è come percorrere la Route 66 o attraversare la Toscana. Le distanze tra un punto e l’altro possono essere di centinaia di chilometri senza stazioni di servizio, i fondi stradali cambiano senza preavviso, e la bellezza del paesaggio — steppe infinite, laghi glaciali, vette della cordigliera — può distrarre quanto affascinare. È esattamente per questo che il self drive in Patagonia attrae un tipo specifico di viaggiatore: chi cerca qualcosa che non si trova nei pacchetti standard, chi vuole il senso di conquista che viene dall’aver percorso quella strada con le proprie mani sul volante.
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Il problema è che questo tipo di viaggiatore, spesso, rinuncia all’idea per paura della logistica. Follow Me è costruito proprio per abbassare quella soglia di rinuncia. Non elimina la sfida — e non è questo il punto — ma fornisce una rete di sicurezza reale, non teorica. Il Navigator conosce il territorio, ha già percorso quelle strade, sa dove fermarsi e dove evitare di farlo.
Il lancio nel 2026 e il posizionamento nel mercato
Latitud Patagonia ha lanciato Follow Me nel 2026, in un momento in cui la domanda di viaggi personalizzati e autonomi continua a crescere, ma cresce anche la consapevolezza dei rischi legati alle destinazioni remote. Il format si inserisce in un segmento di mercato che i tour operator tradizionali faticano a presidiare: quello dei viaggiatori indipendenti che non vogliono essere gestiti, ma che riconoscono il valore di avere un esperto al loro fianco.
La combinazione di self drive, tour di gruppo e accompagnamento individuale non è una mediazione al ribasso, ma un modello ibrido che prende il meglio di ciascun approccio. Non è un caso che il format operi su un territorio come la Patagonia e l’Argentina del Nord: sono destinazioni che premiano chi arriva preparato e penalizzano chi improvvisa.
Per chi sta valutando un viaggio on the road in Sud America, Follow Me rappresenta una risposta concreta a una domanda che molti si fanno ma in pochi riescono a formulare: è possibile guidare liberi, senza essere soli? Stando a quello che Latitud Patagonia ha costruito, la risposta è sì — e la Patagonia è il posto giusto per scoprirlo. Maggiori informazioni sul format sono disponibili sul sito di TTG Italia.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








