Qualcosa si è spostato nel modo in cui gli italiani pensano ai viaggi. Non si tratta di un ritorno all’entusiasmo post-pandemia, né di una semplice ripresa: i numeri del Travel Trends Report 2027 di Skyscanner — presentato l’8 ottobre 2026 a Milano e basato su dati di piattaforma combinati con un sondaggio su oltre 28.000 viaggiatori a livello mondiale — raccontano di un settore che ha cambiato passo in modo strutturale. La ricerca viaggi cresce, i budget reggono, e i comportamenti si fanno più consapevoli e strategici.
Il +17% globale che cambia la prospettiva
Il dato più immediato è quello delle ricerche sulla piattaforma Skyscanner: a livello globale, le query di viaggio sono cresciute del 17% su base annua. Non è un picco stagionale, non è l’effetto di una singola destinazione virale: è una tendenza diffusa che attraversa mercati diversi e fasce di età differenti.
Questo tipo di crescita nelle ricerche è un indicatore anticipatore particolarmente affidabile. Quando le persone cercano voli e destinazioni — anche mesi prima di prenotare — stanno già esprimendo un’intenzione. Significa che il viaggio è tornato stabilmente nella lista delle priorità, non come lusso occasionale ma come componente ricorrente dello stile di vita. Per il settore turistico, un simile segnale vale quanto un aumento delle prenotazioni effettive, perché precede e spesso determina quelle prenotazioni.
Il contesto in cui questo +17% emerge è tutt’altro che banale: inflazione ancora presente in molti mercati europei, costo della vita aumentato, incertezze geopolitiche. Eppure la voglia di partire non solo tiene, ma accelera.
Gli italiani: stabili nei ritmi, solidi nel budget
Il quadro italiano è particolarmente interessante perché non mostra un ottimismo ingenuo, ma una determinazione misurata. Il 57% dei viaggiatori italiani dichiara di voler mantenere gli stessi ritmi di partenza rispetto al 2025: non più vacanze, ma nemmeno meno. Una stabilità che, in un periodo di pressione economica, va letta come un segnale positivo.
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Ancora più significativo è il dato sul budget: oltre due terzi degli italiani — più del 66% — confermano o addirittura incrementano la spesa prevista per i viaggi. Questo sfata in parte il racconto del turista italiano che taglia, riduce, rinuncia. La realtà è più articolata: si spende con più attenzione, si cercano le offerte migliori, si pianifica con anticipo — ma non si rinuncia.
A confermare questa lettura c’è un altro dato: l’85% degli italiani prevede di viaggiare quanto o più del 2026. Una percentuale che lascia poco spazio all’interpretazione: il viaggio non è percepito come una voce sacrificabile, ma come una delle poche aree su cui si è disposti a investire anche quando il portafoglio è sotto pressione.
Nove settimane prima: come cambia la pianificazione
Uno degli elementi più concreti emersi dal report riguarda i tempi di prenotazione. I viaggiatori italiani tendono a prenotare in media circa nove settimane prima della partenza. Non è un dato neutro: definisce una finestra temporale precisa in cui le offerte migliori si concentrano, e in cui chi aspetta rischia di trovare prezzi più alti o disponibilità ridotte.
Nove settimane equivalgono a poco più di due mesi. Abbastanza da permettere una pianificazione ragionata, non così tanto da rendere il viaggio un progetto lontano. È una tempistica che riflette un profilo di viaggiatore consapevole: non impulsivo, ma nemmeno ossessionato dall’anticipo estremo. Chi prenota con questo orizzonte temporale tende a bilanciare flessibilità e risparmio, monitorando i prezzi nel periodo giusto.
Per chi vuole ottimizzare la propria ricerca viaggi, questo significa che attivare gli alert di prezzo e iniziare a confrontare le opzioni con almeno due-tre mesi di anticipo rispetto alla data desiderata è la strategia più efficace. Aspettare l’ultimo momento, nella maggior parte dei casi, non conviene.
Film e serie TV come nuove guide di viaggio
Tra i dati più curiosi del report c’è quello che riguarda le fonti di ispirazione. Il 34% degli italiani dichiara di essere influenzato da film e serie televisive nella scelta della destinazione. È un numero che merita attenzione perché indica quanto il confine tra intrattenimento e pianificazione del viaggio si sia assottigliato.
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Il fenomeno non è nuovo — le location cinematografiche hanno sempre esercitato un certo fascino — ma la sua portata è cresciuta in modo esponenziale con la diffusione delle piattaforme di streaming. Una serie ambientata in una città europea, in un’isola mediterranea o in un contesto naturale insolito può generare in pochi giorni un’impennata di ricerche verso quella destinazione.
Per il settore turistico questo ha implicazioni concrete: le destinazioni che riescono a posizionarsi come location di produzioni di successo ottengono una visibilità che nessuna campagna pubblicitaria tradizionale potrebbe garantire allo stesso costo. E per il viaggiatore, significa che la prossima idea di viaggio potrebbe arrivare durante una serata sul divano, non necessariamente da una rivista o da un’agenzia.
Cosa significa tutto questo per chi vuole partire
I dati del Travel Trends Report 2027 disegnano un profilo di viaggiatore italiano maturo, che non si fa scoraggiare dall’incertezza economica ma che al tempo stesso non spende alla cieca. La ricerca viaggi è diventata un’attività più strutturata: si confrontano prezzi, si monitorano le variazioni tariffarie, si sfruttano gli strumenti digitali per trovare la combinazione migliore tra costo e qualità.
Per chi si approccia alla pianificazione del prossimo viaggio, i segnali che arrivano dal mercato sono incoraggianti: la domanda è alta, ma le opportunità ci sono. Prenotare con circa due mesi di anticipo, impostare alert sui prezzi dei voli verso le destinazioni di interesse e non aspettare che sia “il momento giusto” sono le indicazioni più pratiche che emergono da questo scenario. Il momento giusto, spesso, è prima di quanto si pensi.
Il report completo è consultabile direttamente sul sito ufficiale di Skyscanner Italia, dove sono disponibili tutti i dettagli metodologici e i dati per mercato.
Il quadro complessivo che emerge è quello di un settore che ha superato la fase della ripresa ed è entrato in una nuova normalità, fatta di viaggiatori più informati, più attenti al valore reale di ciò che acquistano, e decisamente non disposti a rinunciare all’esperienza del viaggio. Per chi lavora nel turismo e per chi semplicemente vuole partire, è un segnale che vale la pena leggere con attenzione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








